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G20 - I REPORT SULL'ECONOMIA DIGITALE

 

 

Nel corso del dibattito sulle tematiche inerenti al digitale, svoltosi tra i Paesi del G20, sotto la presidenza del governo italiano, sono stati elaborati tre rapporti che hanno poi ispirato la Dichiarazione Ministeriale sulla digitalizzazione che riconosce il fondamentale contributo che il digitale può fornire ai governi per costruire società più forti, inclusive e sostenibili, soprattutto a seguito di un evento eccezionale quale è stata la pandemia (vedi nostra notizia ndr).

I documenti, elaborati con il contributo dell'OCSE, hanno guidato la discussione sulle tre aree tematiche prioritarie:

  1. Uso degli strumenti digitali per assicurare la continuità nei servizi pubblici (scarica file)

Indica come i governi possono trasformarsi in modo significativo e utilizzare al meglio il digitale e le tecnologie, come l'intelligenza artificiale e i dati, per servire meglio le società e le economie, imparando gli uni dagli altri e accelerando lo sviluppo dei casi d'uso di maggior successo.

   2. Raccolta di Pratiche G20 sull'Identità Digitale (scarica file)

Evidenzia come l'identità digitale sia un servizio fondamentale del 21° secolo per un governo digitale maturo e per lo sviluppo di relazioni di fiducia tra cittadini e governo, in quanto può garantire alle persone l'accesso ai servizi di cui hanno bisogno, ovunque e ogni volta che ne hanno bisogno. Resta molto da fare per soluzioni di identità digitale facili e di cui tutti possano fidarsi. Questo fondamentale esercizio di valutazione, avviato dall'Italia, è concepito come un primo trampolino di lancio per migliorare l'accesso a tutti, con l'obiettivo a lungo termine dell'interoperabilità transnazionale.

    3. Indagine sulla regolamentazione agile nei Paesi G20 (scarica file)

Analizza gli sforzi in corso dei governi del G20 per sfruttare l'innovazione come strumento per gestire meglio la regolamentazione, attraverso la trasparenza, la sperimentazione e cicli normativi più brevi.

APPROFONDIMENTO

1. Uso degli strumenti digitali per assicurare la continuità nei servizi pubblici 

Il compendio fa il punto sull'uso di tecnologie emergenti  - come l'intelligenza artificiale (AI), le tecnologie di telecomunicazione mobile di quinta generazione (5G) e l'Internet of Things (IoT) - tra i membri del G20, per sostenere la continuità del servizio pubblico e fornire le basi per il recupero dalla Crisi COVID-19.

Il documento raccoglie circa 120 pratiche tra i membri del G20. Applicazioni di contact tracing e autodiagnosi, certificati digitali per vaccinazioni e test, l'uso dell'IA per la diagnosi, piattaforme digitali per consentire l'accesso all'assistenza sociale, il rilascio di dati aperti e strumenti open source sono solo alcuni esempi nelle miriadi di pratiche innovative e digitalmente abilitate che i membri del G20 hanno istituito negli ultimi 18 mesi.

Sono 5 le best practice italiane segnalate nel documento:

  1. Strategy for Next Generation Access Network (2015)
  2. Support Programme for Emerging Technologies based on 5G
  3. Blockchain, AI and IoT Fund
  4. Italian Strategy for AI (2020)
  5. Data-Driven Approach to Tax Evasion Risk Analysis.

Dal compendio, infine, ci arrivano alcuni importanti messaggi chiave:

  • Gli strumenti e le piattaforme digitali hanno permesso ai governi di migliorare e garantire la loro continuità anche grazie ai precedenti sforzi compiuti nella direzione del governo digitale.
  • L'adozione di tecnologie emergenti è aumentata durante l'emergenza, poiché i governi sono stati spinti a innovare nelle varie fasi della pandemia (ad es. nelle campagne di vaccinazione). La continuità e la sostenibilità di questi sforzi si riveleranno fondamentali nel lungo periodo.
  • I dati aperti sono fondamentali per rispondere meglio alle emergenze future, occorre intensificare gli sforzi per una solida governance dei dati e per semplificare l'accesso e la condivisione dei dati, in tutti i settori.
  • Avere un ecosistema di governo digitale che sfrutti l'open source e utilizzi strumenti comuni è essenziale per consentire collaborazioni sotto forma di co-creazione, co-delivery e scale-up di servizi pubblici che raggiungano e soddisfino le esigenze di tutti gli utenti.
  • L'adozione di regole e standard in materia di etica, trasparenza, privacy e sicurezza è fondamentale nella diffusione delle tecnologie e nella  digitalizzazione del settore pubblico, in cui sia garantito un approccio incentrato sull'uomo.

 2. Raccolta di Pratiche G20 sull'Identità Digitale

Sotto la Presidenza italiana del 2021, il G20 ha riconosciuto l'identità digitale come una priorità per il raggiungimento dell'inclusione sociale ed economica. L'ampliamento dell'accesso ai sistemi di identità digitale può aiutare a superare i sistemi di identità basati su carta, ad alta intensità di risorse e meno sicuri, e a promuovere lo sviluppo economico, aprendo nuovi mercati e includendo gli emarginati nella società e nell'economia formale. Raggiungere un'identità portatile e riutilizzabile, che funzioni oltre i confini, per i servizi pubblici e privati, può aiutare a soddisfare le esigenze dei cittadini del 21° secolo e del mercato digitale globale.

L'identità digitale è stata uno strumento fondamentale per rispondere alla pandemia di COVID-19 e ha consentito un accesso rapido, sicuro e remoto ai servizi. Con l'avanzare della ripresa post-COVID, l'identità digitale si sta rivelando fondamentale per consentire la verifica dei test e delle prove di vaccinazione. I vantaggi riscontrati in questo periodo emergenziale hanno sottolineato l'importanza dell'identità digitale anche per eventuali crisi future. Anche per questo è importante sostenere la fiducia del pubblico nei sistemi di identità digitale, mantenendo elevati controlli di sicurezza e tutela della privacy. Il G20, infine, vuole guidare la transizione globale verso l'identità digitale, imparando dalle soluzioni di identità digitale esistenti.

Il rapporto è una guida descrittiva all'esperienza, raccoglie le pratiche di identità digitale condivise dai membri del G20, fornisce il contesto politico e normativo nel quale si sono realizzate ed è un potenziale punto di partenza per il lavoro futuro.

Sono quattro le principali osservazioni conclusive del rapporto:

  1. L'identità digitale può aggiungere il massimo valore quando è integrata nella vita quotidiana dei cittadini e consente l'accesso a servizi forniti da più settori e paesi.
  2. È utile riflettere continuamente sull'esperienza dell'utente (compresi gli utenti finali e i fornitori di servizi) nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni di identità digitale.
  3. L'identità digitale può fornire ai cittadini la visibilità di come i loro dati vengono utilizzati e condivisi, al fine di incoraggiarli ad assumere un maggiore controllo sulla loro identità digitale e a mantenere la fiducia nei sistemi di identità digitale nuovi ed esistenti.
  4. Il successo delle soluzioni di identità digitale richiede una governance globale fondata su quadri giuridici efficaci, leadership, collaborazione e risorse intersettoriali.

Uno specifico capitolo analizza le pratiche di identità digitale applicate in Italia, basate su una combinazione di tre soluzioni separate: il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), che è l'unica identità digitale utilizzata per la verifica dell'identità in Italia e che funziona congiuntamente alla Carta d'Identità Elettronica (CIE), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Sebbene il CNS non sia approvato e riconosciuto ai sensi del regolamento eIDAS dell'UE, svolge un ruolo importante nel consentire a cittadini e professionisti di accedere ai servizi digitali. In Italia, dove la popolazione totale del paese nel 2021 era di 59,6 milioni, tutti gli individui sopra i 18 anni possono richiedere un'identità digitale, con una popolazione totale ammissibile pari a 50,2 milioni, ovvero l'84% della popolazione totale.

Sono poi nel dettaglio analizzati: l'attuale management system dell'identità digitale (il modello paese, le scelte tecniche, le piattaforme, la gestione dei dati);  lo stato dell'adozione dell'identità digitale in Italia; le tendenze e le riforme attese nel settore.

3. Indagine sulla regolamentazione agile nei Paesi G20

Garantire la qualità normativa è essenziale per consentire alle nostre società di beneficiare appieno del potenziale della trasformazione digitale per migliorare la prosperità, la sostenibilità e il benessere. È dunque necessario un cambio di paradigma nella politica e nella governance del settore per migliorare la resilienza sistemica e consentire lo sviluppo di una regolamentazione agile e a prova di futuro.

L'indagine mostra che i membri del G20 sono profondamente consapevoli delle implicazioni di vasta portata dell'innovazione in tale contesto, riconoscono la necessità di garantire che l'azione normativa si adatti ai cambiamenti nella tecnologia e ai modelli di business in modo efficiente e tempestivo e sentono l'esigenza di coinvolgere gli stakeholder innovativi nazionali e stranieri (ad esempio start-up e PMI) nello sviluppo e nella revisione delle normative.

Sono stati istituiti vari organismi incaricati di previsioni strategiche e molti paesi stanno emettendo linee guida per ridurre l'incertezza per le imprese. Iniziano a svilupparsi approcci orientati alla performance e beneficiano, in alcuni casi, di un forte ancoraggio legale. Sono in fase di sviluppo esperimenti normativi, ma, sebbene esistano numerosi esempi preziosi di coordinamento dei sistemi di regolamentazione, vi è spazio per una cooperazione più ampia e sistematica con i livelli di governo nazionali, subnazionali e le giurisdizioni straniere.

Fondamentalmente, l'indagine mette in luce la ricchezza delle misure intraprese dai governi per accogliere l'innovazione, nel rispetto dei diritti fondamentali, dei valori democratici e dello stato di diritto, garantendo nel contempo un livello sufficiente di protezione per i cittadini e l'ambiente.

I risultati quantitativi dell'indagine devono tuttavia essere interpretati con cautela, data la natura auto-riferita dei dati e il numero limitato di domande. Dovrebbero invece essere considerati un primo passo importante da integrare con un'ulteriore raccolta di dati su aspetti quali frequenza, intensità ed efficacia di determinate pratiche.

Valenzano, 3 settembre 2021

 

 

 


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