AVVISO

TUTTE LE INFORMAZIONI RELATIVE AGLI AVVISI PUBBLICI DI SELEZIONE PER LA FORMAZIONE DI GRADUATORIE FINALIZZATE ALL'ASSUNZIONE DI PERSONALE CON CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO A TEMPO DETERMINATO PRESSO INNOVAPUGLIA SPA  (pubblicati in data 20 settembre 2017) SONO DISPONIBILI A QUESTO LINK

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PA: PIANO NAZIONALE RIPRESA E RESILIENZA

 

 

"A come Accesso, B come Buona amministrazione, C come Capitale umano, D come Digitalizzazione. Sono i quattro assi sui quali ci muoveremo nella realizzazione del nostro programma di Governo per rinnovare la Pubblica amministrazione e per restituire dignità, orgoglio, autorevolezza e valore alla comunità di 3,2 milioni di donne e di uomini che hanno servito e servono il Paese in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente."

Sono le parole con cui  il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha presentato il 9 marzo scorso alle commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro di Camera e Senato le Linee programmatiche per la PA.

A seguire, la firma del Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, ha dato avvio a una nuova stagione di riforme in cui si riconosce alla Pubblica Amministrazione il ruolo centrale di motore di sviluppo e catalizzatore della ripresa e si rilancia la coesione sociale quale "valore fondante di uno Stato che si rinnova, si modernizza sul valore della persona e della partecipazione".

Accesso, Buona Amministrazione, Capitale umano, Digitalizzazione, sono dunque i 4 pilastri che compongono la struttura Linee programmatiche per la PA, guardiamoli nel dettaglio.

ACCESSO

Favorire un rapido ricambio generazionale nella PA, sapendo che oggi l'età media dei dipendenti pubblici è di 50,7 anni e solo il 2,9% ne ha meno di 30. Tra il 2019 e il 2020 la Pubblica Amministrazione ha perso circa 190mila dipendenti ed entro i prossimi tre-quattro anni si prevede l'uscita di altre 300mila persone. Nel 2021, per la prima volta, ci saranno più pensionati ex dipendenti pubblici (3 milioni) che dipendenti pubblici attivi. Le amministrazioni più colpite sono le Regioni e gli enti locali. Con queste premesse è evidente quanto sia necessario dotare il Paese di una nuova classe dirigente per affrontare le sfide del futuro con competenza, conoscenza, qualità e competere ad armi pari sulla scena globale. Inoltre, anche per rispondere alle esigenze della Commissione Europea, bisognerà assicurare un cambio di approccio nel reclutamento, introducendo nuove risorse professionali in funzione dell'analisi e della programmazione delle competenze necessarie con l'immissione di profili tecnici, ma anche di competenze gestionali oggi non sufficientemente diffuse.

BUONA AMMINISTRAZIONE

Con il termine si intende principalmente semplificazione delle procedure amministrative, per tutti i procedimenti amministrativi. Per anni l'amministrazione pubblica è stata oggetto di estesi progetti di riforma normativa, la cui attuazione però è stata spesso carente e poco efficace. Oggi l'intenzione è di procedere con azioni mirate: partendo da una analisi di quello che ha funzionato delle riforme del passato, individuando le parti non ancora attuate, verificando i colli di bottiglia. A tal fine, occorre sviluppare appieno le potenzialità dell'Agenda per la semplificazione 2020-2023, che definisce in stretta collaborazione con Regioni, Anci e associazioni imprenditoriali azioni, risultati attesi, responsabilità e cronoprogrammi per l'attuazione delle politiche di semplificazione, e che sarà aggiornata in relazione ai nuovi indirizzi programmatici.

CAPITALE UMANO

È questo il tema chiave per il futuro del Paese e della Pubblica Amministrazione. Sulle persone si gioca infatti il successo non solo del PNRR, ma di qualsiasi politica pubblica. Centrali sono: formazione, valorizzazione, organizzazione del lavoro, responsabilità. Si mira dunque allo sviluppo delle competenze e delle carriere, ottenuto anche attraverso la razionalizzazione dell'offerta e la programmazione della formazione già esistente, il potenziamento delle metodologie e della strumentazione. Una riflessione ad hoc merita il lavoro da remoto, praticato durante la fase emergenziale, che ha costituto un importante fattore di accelerazione, di sviluppo delle competenze individuali dei dipendenti pubblici, di digitalizzazione. Superata la fase emergenziale, sarà necessario programmare e gestire tale modalità di organizzazione del lavoro in maniera efficace e sostenibile.

DIGITALIZZAZIONE

La PA va ripensata in chiave digitale, non dunque una semplice traduzione delle prassi e modalità operative da analogiche a digitali, ma una reingegnerizzazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, una ridefinizione dei termini e delle modalità di interazione tra persone e con tutti gli stakeholder. Una PA nativa digitale non può più essere soltanto una dichiarazione di principio reiterata nei documenti programmatici: deve diventare realtà, anche per assicurare, attraverso un uso intelligente e diffuso delle tecnologie, l'accesso ai servizi a tutti i cittadini, superando così disuguaglianze sociali e territoriali e non lasciare nessuno indietro. È dunque necessario un approccio sempre più basato sulle esigenze dei cittadini, sulla necessità di utilizzare le tecnologie più avanzate (IA, tecnologie per big data, ecc.) e di garantire il raggiungimento di target per assicurare interoperabilità e sinergie con ile niziative messe in campo da altri stati membri.

Obiettivo delle Linee programmatiche per la PA è realizzare una amministrazione aperta e trasparente che produca: riduzione dei tempi dei servizi, eliminazione degli adempimenti basati sui dati già disponibili, calibrazione dell'offerta dei servizi sulle specifiche esigenze del cittadino e dell'impresa. L'intento è passare dalla PA dell'adempimento alla PA problem solver, che si fa giudicare dagli utenti per migliorare le sue prestazioni.

"La sfida cui oggi siamo chiamati è ambiziosa. Una sfida che ci impone di trovare un nuovo equilibrio tra il bisogno di sicurezza e protezione delle persone e quello di profonda innovazione." Ha concluso il ministro Brunetta. "Oggi si apre un percorso che dovrà lasciare velocemente in eredità ai nostri figli non soltanto nuove infrastrutture materiali e immateriali, ma un nuovo modello sociale, economico e amministrativo. Questo è il momento di osare: il momento Italia. Ora o mai più."

Scarica le Linee programmatiche per la PA

Valenzano, 11 marzo 2021

 

 


 

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