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RESTART ITALIA 2020: LA PA OLTRE IL COVID

 

 

Smart working e PA digitale promossi con rispettivamente il  57% e il 53% dei cittadini che evidenziano un miglioramento e vedono nel lavoro agile un'opportunità per innovare l'amministrazione. Anche i dipendenti della PA promuovono lo smart working, ma credono serva un salto di qualità nelle amministrazioni per un maggiore orientamento al risultato e una migliore comunicazione interna. Così come sono convinti che servano nuovi profili professionali qualificati per gestire al meglio i progetti, soprattutto in vista della gestione dei fondi europei.

Sono questi alcuni dei risultati della ricerca "LA PA OLTRE IL COVID" realizzata da FPA e presentata ieri nell'evento inaugurale di FORUM PA 2020 Restart Italia (vedi nostra notizia ndr).

Il dato che comunque viene sottolineato è che nell'emergenza, è apparsa chiaramente a tutti l'importanza del digitale per garantire i servizi pubblici ai cittadini e perciò le pubbliche amministrazioni hanno dovuto reagire velocemente per garantire continuità dei servizi, con un'accelerazione estrema della loro trasformazione tecnologica e organizzativa.

Oggi, la digitalizzazione della PA, dunque, rappresenta molto di più: è "un elemento di efficienza per rilancio dell'intero paese" come ha affermato Andrea Rangone, Presidente di Digital360 presentando la ricerca.

La ricerca è stata realizzata attraverso un'indagine demoscopica condotta in collaborazione con l'Istituto Piepoli su un campione di 1000 persone, rappresentativo della popolazione italiana, e una seconda indagine su oltre 2000 persone che compongono il PanelPA della community di FPA, per mettere a confronto le opinioni di utenti e dipendenti pubblici sul ruolo della Pubblica Amministrazione nell'emergenza e nella ripresa.

APPROFONDIMENTO

L'opinione dei cittadini

Dall'indagine demoscopica, la maggioranza degli italiani – il 57% degli intervistati – evidenzia come fatto positivo una PA diventata "più digitale" nel periodo dell'emergenza Covid19, con la possibilità di accedere ai servizi in maniera più facile e veloce, mentre il 21% lo evidenzia come fatto negativo soprattutto perchè non ha competenze o strumenti per usare questi servizi, il 6% ininfluente; solo il 9% non vede una PA più digitale. Secondo la maggioranza degli italiani, il 53%, lo smart working è un'opportunità per un'amministrazione più efficiente e moderna, quota ben superiore al 29% che lo considera un rischio per l'assenteismo e comportamenti opportunistici (il 13% lo ritiene ininfluente).

Tra le istituzioni pubbliche impegnate nella gestione dell'emergenza gli italiani mettono al primo posto le strutture sanitarie (ne è soddisfatto il 67%), poi i Comuni (60%), le Regioni (60%) e più in basso le istituzioni nazionali (56%). Riguardo agli aiuti europei, quasi 8 italiani su 10 (77%) conoscono o quantomeno hanno sentito nominare "Recovery Fund" e "Next Generation EU". Nella gestione della ripartenza, la priorità su cui utilizzare i fondi è innanzitutto la salute (per il 53%) e poi l'istruzione-formazione (15%). Per la maggioranza (il 50%), a gestire i fondi che arriveranno dall'Europa deve essere il Governo attraverso una Cabina di Regia centrale; solo il 27% preferirebbe Regioni e il 13% le amministrazioni locali. 

Perché la PA possa gestire in modo efficiente le risorse europee, secondo i cittadini servono soprattutto nuove assunzioni e profili professionali, per il 35%, e formazione del personale interno, per il 30%, poi anche una radicale semplificazione normativa e una maggiore partnership pubblico-privato. Non a caso, secondo gli intervistati i profili di cui ha più bisogno in questo momento la PA sono quelli di esperti di gestione dei fondi europei (40%), di gestione dei progetti (29%) e di trasformazione digitale (28%).

L'opinione dei dipendenti pubblici

Dall'indagine sul PanelPA emergono diverse convergenze con le opinioni dei cittadini. Anche per i dipendenti pubblici la gestione degli strumenti di finanziamento del Recovery fund dovrà essere preferibilmente centralizzata dal Governo, con una cabina di regia a Palazzo Chigi (per il 60,2%), mentre una minoranza preferirebbe affidarla alle Regioni (23,1%) o a livello locale (16,7%). Secondo i lavoratori della PA, le azioni più urgenti per rendere l'amministrazione adeguata a gestire questa ingente mole di risorse sono nuove assunzioni (per il 36,1% degli intervistati) e una radicale semplificazione normativa (31,9%), poi formazione del personale interno (18,3%).

Lo smart working è stato un fatto positivo, ma i dipendenti pubblici non vedono ancora un nuovo orientamento ai risultati: per il 42,8% la pratica della valutazione non è cambiata, per il 44,6% non ci sono ancora cambiamenti in questo senso ma segnali di miglioramento, solo il 12,6% vede un reale cambiamento. Con il lavoro a distanza si avverte maggiormente la necessità di una condivisione costante ed efficace di obiettivi e strategie, ma per la maggioranza non è migliorata la comunicazione interna ma ci sono segnali di cambiamento (40,6%) o non c'è miglioramento ed appare insufficiente (il 36,1%). Se a giugno 2020, oltre il 60% dei rispondenti esprimeva fiducia che lo smart working avrebbe portato un cambiamento positivo nella PA, ora, a qualche mese di distanza, la fiducia resta alta: il 55,1% dei lavoratori è ottimista che questo possa avvenire, ma pensa ci vorrà più tempo.

Infine, il decreto semplificazioni prevede importanti novità per una PA più semplice e veloce. Secondo i dipendenti pubblici le maggiori opportunità di cambiamento vengono dalla standardizzazione della modulistica per istanze, dichiarazioni e segnalazioni (per la quasi totalità, pari al 94,8% degli intervistati), la valorizzazione e interoperabilità dati pubblici (90.8%), il rafforzamento degli strumenti di cittadinanza digitale (86,9%), la semplificazione del procedimento amministrativo (84,8%).

Tutti risultati della ricerca verranno presentati e commentati nel corso di un Talk in programma mercoledì 4 novembre, alle ore 9.30. La partecipazione è libera, ma è necessario iscriversi

Valenzano, 3 novembre 2020

 

 


 

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