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SECONDO REPORT IT DISTRETTO PRODUTTIVO INFORMATICA PUGLIESE

 

Presentata la ricerca 2018 del Distretto dell'Informatica Pugliese sul settore IT 

 

Il 77% degli studenti e laureati in discipline informatiche delle Università pugliesi vorrebbe rimanere sul territorio per mettere a frutto le competenze acquisite e far sviluppare il tessuto socioeconomico regionale. Tuttavia, il comparto IT pugliese fa fatica a reperire le competenze necessarie sul mercato del lavoro per supportare la sua crescita. Quali le politiche da attuare per fare incontrare domanda e offerta di lavoro? E quali le competenze di cui il settore ha bisogno per continuare a crescere?

I temi sono stati affrontati durante ‘Internet of Skills', l'evento organizzato lo scorso 20 dicembre dal Distretto Produttivo dell'Informatica pugliese con il Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Bari, al quale sono intervenuti esponenti del mondo della ricerca, delle istituzioni e di aziende come Auriga, Exprivia, |Italtel, Fincons Group e Talentia Software. Nel corso dell'evento, al quale ha partecipato anche il presidente di Anitec-Assinform (Associazione Nazionale delle imprese ICT e dell'Elettronica di Consumo) Marco Gay, è stato presentato il report 2018 dell'Osservatorio IT, composto da tre ricerche condotte sulle aziende associate al Distretto e su studenti e laureati e realizzate grazie al supporto delle Università di Bari e Foggia.

Numeri alla mano si è discusso delle aspettative e delle opportunità di lavoro per i giovani pugliesi tra i 18 e i 25 anni e anche delle motivazioni che li spingono a scegliere una destinazione lavorativa: ‘maggiori possibilità di crescere professionalmente', ‘retribuzioni più elevate' e ‘una migliore qualità della vita'. Sta di fatto che, ogni anno, le cinque università pugliesi laureano circa 550 studenti nei diversi Dipartimenti di Informatica e Ingegneria e, di questi, oltre 400 sono potenzialmente assorbibili dalle sole aziende del Distretto (è infatti previsto un incremento dell'occupazione di circa 870 addetti nel biennio 2018-2019) per un fabbisogno totale annuo di tutto il settore IT pugliese (circa 1.000 imprese) stimato in alcune migliaia.

«Il settore IT pugliese è solido, dinamico, in crescita ed estraneo ai luoghi comuni che lo considerano impegnato soprattutto in attività di fornitura alla PA – ha spiegato il presidente del Distretto Produttivo dell'Informatica pugliese Salvatore Latronico –. Tuttavia, è necessario fare un ulteriore sforzo per far percepire quello pugliese come un territorio dell'innovazione: ciò può verificarsi se si realizza una collaborazione strategica concreta tra Università, istituzioni e imprese, i tre attori fondamentali dei processi innovativi. L'attuazione di politiche per favorire la digitalizzazione del territorio e per supportare l'industrializzazione delle innovazioni, realizzate dalla consolidata collaborazione tra imprese e mondo della ricerca, potrebbe rafforzare il sistema produttivo locale e motivare tanti giovani a restare o venire in Puglia. Contestualmente, per migliorare l'incontro tra le due parti sul mercato delle professioni, è necessario che la domanda di lavoro da parte delle imprese sia più correttamente indirizzata e specializzata».

«Il digitale in Italia cresce il doppio del Pil, con una previsione del 2,3% costante fino al 2,8% nel 2020 quando avrà un volume di affari di 75 miliardi di euro – ha commentato il presidente di Anitec-Assinform Marco Gay –. Per favorire questa crescita servono policy che incrementino la diffusione dell'innovazione e della tecnologia, come è stato fatto per Industria 4.0 e Impresa 4.0, che sono state una grandissima opportunità. E', inoltre, necessario insistere per creare una nuova tradizione informatica 'made in Italy' grazie alle competenze che usano nuove materie prime, il 'petrolio digitale': intelligenza artificiale, cloud, big data e analisi dei dati, blockchain, Internet delle cose. In Puglia il settore informatico è assolutamente rilevante, fatto di grandi talenti e imprese che rappresentano eccellenze a livello nazionale e internazionale. Con le politiche adeguate, il settore può ancora crescere all'interno del panorama italiano al pari di alcune regioni del Nord perché crea importanti innovazioni nel mondo Ict».

L'Osservatorio IT ha condotto un'analisi quali-quantitativa delle aziende associate al del Distretto - assunte come campione rappresentativo delle circa 1.000 imprese dell'IT pugliese - analizzato il sistema dell'alta formazione pubblica in Puglia, l'offerta di competenze e il gap tra domanda e offerta di lavoro. Per approfondire quest'ultimo punto è stata condotta una ulteriore indagine su un consistente campione di studenti pugliesi e delle regioni limitrofe (Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Campania) di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

 

IL SETTORE IT IN PUGLIA

Tra il 2016 e il 2017 sono aumentati del 6% sia il fatturato (superiore al mezzo miliardo di euroche il numero di addetti impiegati nelle imprese del Distretto (oltre 5.000). Le aziende associate hanno una dimensione tendenzialmente superiore rispetto alla media nazionale: il 44% ha un numero di addetti compreso tra 11 e 50 e il 31% supera i 50.

Il mercato maggiormente rappresentativo è quello delle Banche e Finance (25%), seguito da Sanità (14%) e Telecomunicazioni e media. Le imprese generano il 78% del fatturato entro i confini nazionali, il 13% in Puglia e solo il 9% in Paesi Ue o extra-Ue.

Le aziende associate tendono ad essere accomunate dagli stessi obiettivi di crescita di lungo periodo basati sulle attività di ricerca e innovazione ed è elevato il livello di percezione e di ‘appropriabilità' della conoscenza disponibile a livello locale. Molto spesso le attività di R&S delle imprese coinvolgono Università ed Enti di Ricerca (36% delle volte), poi da consulenti e professionisti indipendenti (24%) e imprese fornitrici (15%).

La formazione delle Università pugliesi in ambito IT e i profili professionali richiesti

Il numero di iscritti ai corsi di laurea del settore IT negli atenei pugliesi è passato da 3.653 unità dell'anno accademico 2014/2015 a 3950 di quello 2016/2017. L'incremento maggiore in quegli stessi anni è stato registrato dal Politecnico di Bari che nell'anno accademico 2016/2017 ha segnato un +16,5%. L'aumento è ovviamente causato da un costante aumento delle immatricolazioni (dalle 746 dell'a.a. 2014-2015 alle 937 dell'a.a. 2016/2017) e si è riflettuto in un incremento deilaureati, che sono passati dai 365 dell'anno accademico 2013/2014 ai 553 dell'anno 2015/2016.

In generale, le lauree triennali di informatica e ingegneria informatica prodotte da Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari e Università del Salento riescono a coprire la maggior parte dei profili professionali richiesti, mentre è più specialistica su alcune professioni la formazione delle magistrali. Dei 550 giovani laureati dalle Università pugliesi ogni anno, 400 sono potenzialmente assorbibili dalle aziende associate, quindi l'offerta risulta sottodimensionata rispetto alla domanda.

Nel biennio 2016-2017 un terzo degli addetti assunti è dato da analisti programmatori (33,7%), seguono i profili addetti all'help desk (12,3%, questa professionalità viene formata solo da una delle lauree triennali del Politecnico di Bari), gli sviluppatori web (10%) e gli analisti di sistema (9,3%).

Per il biennio 2018/2019 le aziende del Distretto prevedono un incremento di 869 addetti (+8,4% su base annua). Le professionalità più richieste in questo periodo sono analista programmatore e sviluppatore web. In crescita gli esperti in sicurezza.

L'information technology tra formazione e lavoro

Questa nuova ricerca, che si somma alle due precedenti, già contenute nello scorso report, è stata condotta su due gruppi di giovani tra i 18 e i 25 anni, uno formato da studenti delle università pugliesi, l'altro da ragazzi residenti in Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Campania.

Sono stati analizzati i percorsi scolastici e universitari scelti, la propensione a continuare gli studi a Sud e i motivi alla base di questa scelta.

In particolare, sono state analizzate le motivazioni che spingono i giovani laureati in informatica a scegliere una destinazione lavorativa e che dovrebbero diventare oggetto di valutazione strategica da parte di imprese e istituzioni: le maggiori possibilità di crescere professionalmente, retribuzioni più elevate, una migliore qualità della vita, la possibilità di lavorare in realtà aziendali più grandi e strutturate, le maggiori possibilità di fare carriera. Il 77% dei pugliesi, comunque, ha affermato divoler trovare lavoro in Puglia.

Valenzano, 7 gennaio 2019

 

 


 

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