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AUDIZIONE PISANO SU RECOVERY FUND E DIGITALIZZAZIONE

 

 

A Palazzo Madama presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, si è tenuta ieri l'audizione della Ministra per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano sulle linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (vedi nostro articolo ndr).

Sul tema del Recovery fund, il dialogo informale con la Commissione europea avrà avvio il prossimo 15 ottobre e, in vista di questa scadenza, la Ministra ha sottoposto la proposta sulla digitalizzazione del Paese all'esame del Parlamento, a cui è assegnato il ruolo di indirizzare e contribuire a definire le scelte finora assunte.

Come è noto, l'Italia può attingere al 28% dell'insieme del fondo messo a disposizione dall'Unione Europea per i suoi 27 Stati membri, e la nostra quota ammonta a 209 miliardi di euro, di cui il 20% delle risorse è destinato al digitale.

Nel Piano di Rilancio presentato dal Presidente del Consiglio la prima delle tre linee strategiche è rappresentata appunto dalla "modernizzazione del Paese" intesa come disporre di una Pubblica Amministrazione efficiente e ben organizzata, in cui la digitalizzazione consente di rendere l'azione amministrativa più efficiente, efficace, economica e trasparente. Dunque  promuovere l'innovazione della PA, sostenere la ricerca applicata e utilizzare al meglio le tecnologie disponibili, significa garantire a tutti la connettività per incrementare la produttività dell'economia e la qualità della vita quotidiana.

In tale prospettiva, e in stretto raccordo con il Dipartimento per le Politiche europee, la Pisano ha presentato un pacchetto di schede-progetto, ripartite nelle seguenti aree tematiche:

  1. Dati e interoperabilità;
  2. Infrastrutture e sicurezza;
  3. Piattaforme e servizi;
  4. Competenze digitali;
  5. Innovazione tecnologica.

Questi i dati salienti dei singoli punti

  1. Dati e interoperabilità

Ferma restando la centralità dei dati nel processo di trasformazione digitale e la necessità di salvaguardare la sicurezza delle comunicazioni, l'azione complessiva della Pubblica amministrazione sarà fortemente orientata all'interoperabilità dei dati per semplificare la consultazione e l'accesso immediato e gratuito ai dati detenuti da tutte le amministrazioni  attuando il principio cosiddetto "once only", cioè operare chiedendo al cittadino una sola volta la stessa informazione o il medesimo dato già in possesso degli uffici pubblici. Allo scopo, nel "Decreto Semplificazione e innovazione digitale" (vedi nostro articolo ndr) sono state introdotte disposizioni tese a costruire una strategia comune e una disciplina per la progettazione, lo sviluppo e la sperimentazione di una Piattaforma Digitale Nazionale Dati, l'infrastruttura tecnologica a sostegno della condivisione e dell'utilizzo dei dati.

  1. Infrastrutture e sicurezza

In questo contesto, sono state poste le basi per lo sviluppo di una rete unica e neutrale che dia connettività a banda larga e ultralarga a tutto il territorio italiano e che si avvale di una rete di data center ad alta affidabilità. Lo sviluppo di un Polo Strategico Nazionale permetterà poi di portare a termine la razionalizzazione e il consolidamento dei Centri per l'elaborazione delle informazioni (Ced) e ospitare dati e sistemi informatici della pubblica amministrazione centrale e locale, nel rispetto della normativa sulla sicurezza cibernetica, per prevenire tempestivamente attacchi e incidenti informatici e reagire in tempi rapidi minimizzando i danni.

  1. Piattaforme e servizi

In quest'ambito l'biettivo è promuovere una maggiore diffusione e utilizzo dei servizi pubblici digitali offerti ai cittadini rafforzando e sviluppando le "piattaforme abilitanti" utili a semplificarne l'erogazione: identificazione (Spid), fatturazione e pagamento (PagoPa), Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), l'app Io che sarà il canale di accesso unico a tutti i servizi della Pubblica amministrazione. Nel "Decreto Semplificazione e innovazione digitale" è stato indicato il 28 febbraio 2021 come data entro la quale i responsabili dei servizi pubblici dovranno aver avviato progetti di trasformazione digitale. Il Governo intende mettere tutte le amministrazioni in grado di centrare tale obiettivo. È evidente come nel contesto descritto, le Regioni e gli enti locali sono fondamentali affinché la transizione digitale del Paese possa realizzarsi. Allo scopo, il progetto consente finanziamenti da destinare al territorio per realizzare insieme "la digitalizzazione del Paese costituita da tante tessere, in un mosaico armonioso".

  1. Competenze digitali;

Sul tema il Governo ha intenzione di agire lungo tre distinte direttrici fondamentali: la crescita delle competenze digitali dei cittadini, delle imprese e del personale della Pubblica amministrazione. Obiettivo è sostenere l'alfabetizzazione digitale di base e avanzata dei cittadini, favorire la crescita della capacità digitale per le micro, piccole e medie imprese, rafforzare la trasformazione digitale nella Pubblica amministrazione, sviluppando la comunità dei Responsabili per la Transizione al Digitale (Rtd) delle amministrazioni in modo da consentire un'attuazione omogenea delle politiche di digitalizzazione

  1. Innovazione

In coerenza con i punti precedenti, sono stati proposti anche interventi volti a sostenere la capacità innovativa del Paese e a renderlo un laboratorio di ricerca, sperimentazione, sviluppo e applicazione dell'innovazione tecnologica. Tali interventi mirano a sperimentare idee a favore della competitività e dell'efficacia dei servizi, promuovere l'impiego di tecnologie emergenti, ricorrere a strumenti tecnologicamente avanzati per la sperimentazione di nuovi servizi. Le principali tecnologie di riferimento sono il cloud, l'automazione e la robotica, l'intelligenza artificiale, la cybersecurity e il 5G. 

Scarica l'intervento completo della Ministra

Valenzano, 7 ottobre 2020

 

 


 

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