REPORT BIG DATA 2020

È stato pubblicato il 10 febbraio scorso il rapporto finale dell'indagine conoscitiva sui Big Data condotta congiuntamente dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Il documento presentato è un' Indagine conoscitiva che analizza la questione con l'obiettivo di "approfondire la conoscenza degli effetti prodotti dal fenomeno dei Big Data e analizzarne le conseguenze in relazione all'attuale contesto economico-politico- sociale e al quadro di regole in vigore" come si legge nelle comunicazioni che hanno avviato i lavori nel 2017.

Assumendo tre prospettive tra loro diverse e complementari, l'indagine ha approfondito i cambiamenti derivanti dai Big Data sugli utenti che forniscono i dati, sulle aziende che li utilizzano e sui mercati e ha identificato le azioni da mettere in campo per governare la nuova economia dei dati.

Negli ultimi anni i dati hanno assunto sempre maggiore importanza nell'organizzazione delle attività di produzione, tanto da essere considerati una risorsa economica, e forse la più importante, in molti settori. Le organizzazioni infatti, tendono a raccogliere dati di qualsiasi tipo, a elaborarli in tempo reale per migliorare i propri processi decisionali e a memorizzarli in maniera permanente al fine di poterli riutilizzare in futuro o di estrarne nuova conoscenza.

Questi i numeri della  crescita esponenziale della creazione di dati. Nell'anno 2018 il volume totale di dati creati nel mondo è stato di 28 zettabyte (ZB), registrando un aumento di più di dieci volte rispetto al 2011: si prevede che entro il 2025 il volume complessivo dei dati arriverà fino a 163 ZB. Un'ulteriore accelerazione è prevista con la connessione tra oggetti e le applicazioni 5G.

In questo quadro numerose sfide si affacciano al legislatore e agli enti chiamati a supportarlo.

  1. La centralità del dato, anche come bene economico e l'importanza della sua tutela come diritto fondamentale della persona;
  2. L'impatto della profilazione algoritmica e delle piattaforme on-line sul grado di concorrenza in vecchi e in nuovi mercati rilevanti;
  3. L'effetto del ‘programmatic advertising'[1] sulla qualità dell'informazione e sulle modalità di diffusione e acquisizione della stessa;
  4. La tutela e la promozione del pluralismo on-line in un contesto informativo esposto a strategie di disinformazione e di hatespeech;
  5. La necessità di garantire trasparenza e scelte effettive al consumatore, con particolare attenzione alla tutela dei minori, in relazione alla consenso circa l'uso del proprio dato;
  6. La protezione del dato personale anche in ambiti non attualmente coperti dal GDPR;
  7. La definizione di politiche di educazione in relazione all'uso del dato.

In sintesi alcune delle considerazioni a cui l'indagine arriva.

Secondo le tre Autorità è urgente che Governo e Parlamento si interroghino sulla necessità di promuovere un appropriato quadro normativo, coerente con le strategie europee per la costituzione di un mercato unico digitale.

È necessario procedere a una progressiva riduzione delle asimmetrie informative tra le grandi piattaforme digitali e gli altri operatori che si avvalgono di tali piattaforme,

La concorrenza è insufficiente a garantire la tutela del pluralismo e a generare informazione verificata di qualità e occorre pertanto assicurare alle autorità indipendenti preposte alla tutela del pluralismo, poteri di audit e di inspezione.

Per aumentare l'efficacia dell'intervento delle autorità di concorrenza rispetto alle operazioni di concentrazione è auspicabile una riforma a livello nazionale e internazionale che consenta a tali autorità di poter effettuare corrette valutazioni.

Il Report è articolato in 5 capitoli che impostano e approfondiscono la tematica più uno conclusivo.

Il capitolo 1 introduce i temi oggetto dell'Indagine e fornisce una definizione e una descrizione delle caratteristiche dei Big Data.

Nel capitolo 2 vengono riportate le principali questioni emerse nel corso delle audizioni e dai contributi dei partecipanti all'Indagine e i riflessi sull'operatività delle imprese italiane.

Il capitolo 3 riporta le considerazioni dell'AGCOM su come il fenomeno dei Big Data incida nel settore delle comunicazioni elettroniche e dei media.

Il capitolo 4 riporta le considerazioni del Garante per la Protezione dei Dati Personali sul possibile impatto dei Big Data sul diritto alla protezione dei dati personali e sulle misure e cautele da adottare.

il capitolo 5 riporta le considerazioni dell'AGCM sull'utilizzo dei Big Data e le relative implicazioni di natura antitrust e di tutela del consumatore.

Infine, nel capitolo conclusivo sono descritte le linee guida e raccomandazioni di policy indirizzate al legislatore. Tra queste, l'impegno assunto dalle tre Autorità a definire un meccanismo di collaborazione permanente in relazione agli interventi e allo studio dell'impatto dei big data su imprese, consumatori e cittadini.

Scarica il Report

Valenzano, 13 febbraio 2020

 


[1] Programmatic advertising: tecnica di offerta pubblicitaria basata su software per l'acquisto e la proposizione di pubblicità digitale, in contrapposizione al processo tradizionale (con negoziazioni tra umani e ordini di inserimento manuali). Reservation advertising: acquisto preventivo di impression su una data piattaforma da cui verranno distribuiti i contenuti.

 

 


 

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