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RESTART ITALIA 2020 - FORUM PA SANITÀ

 

 FORUM PA Sanità

Nella manifestazione FORUM PA 2020 Restart Italia (vedi nostra notizia ndr), in corso on line fino al 6 novembre, è inserita anche la 5ª edizione di FORUM PA Sanità impegnata a discutere di come sia possibile progettare l'ecosistema salute del "post emergenza". 

Con la pandemia, infatti, sono emerse alcune fragilità del nostro SSN - in ritardo su prevenzione, medicina di prossimità o domiciliare e continuità assistenziale - che richiedono non una  grande riforma, ma piuttosto una serie di azioni coerenti e prioritarie per la rapida evoluzione verso un sistema sociosanitario digitalizzato, incentrato sulle necessità di cura della persona, nel quale i processi clinici e gestionali siano tra loro connessi e interoperabili.

Un tale processo richiede però formazione di competenze e professionalità non sempre disponibili, condivisione delle informazioni cliniche dei pazienti tra tutti gli attori coinvolti nel processo di cura, confronto e analisi dei dati territoriali per verificare livelli essenziali di assistenza e appropriatezza prescrittiva.

Sono questi i temi sui quali FORUM PA Sanità chiama al confronto: gli operatori della sanità pubblica e privata, gli Enti Centrali della sanità (Ministero, AIFA, Agenas, ISS); il Ministero dell'economia e Finanze (MEF); gli assessorati, i dipartimenti salute e le società in house delle Regioni; le Aziende Sanitarie; le Società medico scientifiche; gli Ordini e collegi di professioni sanitarie; le associazioni di pazienti e cittadinanza organizzata; le Imprese fornitrici del mondo della sanità e dell'ICT; le università, gli enti di ricerca e le spin-off.

In questo contesto ieri pomeriggio si è tenuto un dibattito che ha visto coinvolto Marco Curci, Direttore Divisione Informatica e Telematica di InnovaPuglia, sul tema della conservazione digitale a norma, in particolare per il Fascicolo sanitario elettronico.

Conservazione digitale a norma: quale futuro per il Fascicolo sanitario elettronico - 3 Novembre, 2020 da 17:00 a 18:00

Nel lockdown è emerso chiaramente come la gestione del dato, soprattutto quello sanitario, è questione di primaria importanza per il paese e i cittadini. Da un lato permette di semplificare il rapporto del cittadino con le strutture sanitarie, dall'altro una gestione sicura del dato sanitario permette al sistema di disporre di informazioni certe e condivisibili con l'obiettivo di monitorare, controllare e prendere decisioni importanti basandosi quindi su dati certi.  È in questo contesto il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è diventato uno strumento necessario e centrale nel processo di cura, un asset strategico del sistema sanitario nazionale.

L'evento, organizzato da FPA in collaborazione con Aruba e coordinato da Antonio Veraldi, responsabile Area Sanità e Regioni di FPA, ha fatto il punto sulla conservazione a norma dei dati e in particolare sullo sviluppo del fascicolo,  presentando due differenti soluzioni adottate, una sviluppata da strutture interne alle Regioni e una seconda realizzata in outsourcing.

Gabriele Bezzi,  responsabile del Polo Archivistico della Regione Emilia-Romagna ParER, ha illustrato la soluzione adottata, ricordando come la conservazione dei documenti informatici sia un processo complesso e impegnativo che richiede organizzazione, tecnologia avanzata e adeguate risorse, in termini economici e di professionalità dedicate. È necessario prevedere la conservazione permanente dei documenti informatici, per tutto il tempo in cui esercitano un valore giuridico-amministrativo che in certi casi può essere molto lungo, attraverso l'adozione di regole, procedure e tecnologie che ne garantiscano il mantenimento nel tempo delle caratteristiche iniziali di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità, reperibilità dei documenti stessi e delle loro aggregazioni documentali, con i rispettivi metadati, e nel rispetto della normativa italiana ed europea.

In Emilia Romagna la soluzione offerta dal ParER è adottata da molto tempo, con efficacia, ed è per questo che la Regione Puglia ha deciso di adottarla anch'essa, in riuso, seguendone l'evoluzione in un rapporto virtuoso di cooperazione tra enti, come ha raccontato Marco Curci, Direttore Divisione Informatica e Telematica di InnovaPuglia. La società in house della Regione ospita il sistema pubblico di conservazione, che si sta evolvendo verso il Polo Regionale, nel proprio Data center, dove sono ospitati anche i sistemi informativi sanitari, compreso il Fascicolo Sanitario Elettronico, in una politica di concentrazione tecnologica nel Cloud regionale, realizzata dalla Regione, sulla base delle più recenti indicazioni nazionali. In particolare, il Fascicolo Sanitario Elettronico in Puglia ha avuto una diffusione esponenziale durante la pandemia ed è stato attivato da oltre un milione di cittadini, un quarto dell'intera popolazione pugliese. Attraverso il FSE i cittadini hanno potuto, ad esempio, ritirare i farmaci direttamente dalle farmacie, senza doversi recare dal proprio medico di famiglia. 

Curci ha infine sottolineato come in realtà il FSE sia un indice di documenti digitali di varia natura - referti, immagini di diagnostica, ricette dematerializzate, ecc. -  prodotti dalle ASL e dagli altri enti sanitari e da essi conservati, come previsto dalla normativa. Questo pone almeno due interrogativi ai quali sarebbe opportuno dare risposte coordinate a livello nazionale: la qualità della conservazione nel tempo con la distinzione tra un archivio corrente e un archivio storico (in effetti il FSE si estingue solo alla morte del paziente); e l'uso di standard nazionali che garantiscano al cittadino di poter accedere in maniera omogenea al servizio sanitario, gestito dalle Regioni, su tutto il territorio nazionale. 

Marco Ceccolini, Responsabile della Gestione della Domanda delle Piattaforme Applicative nella Direzione Centrale Servizi ICT di Aria, società in house della Regione Lombardia, ha poi presentato la soluzione in outsourcing adottata in Lombardia e affidata per la realizzazione, con regolare gara, ad Aruba, società che compare tra i Conservatori Accreditati da Agid, e Gmed Srl, società di servizi ICT per la Sanità. 

Differentemente dalle precedenti, questa soluzione offre la possibilità di utilizzare un sistema di conservazione digitale a norma, contenente dati provenienti dai vari enti territoriali, con un'infrastruttura dedicata,  basata sulle esigenze specifiche della regione, senza doversene occupare direttamente della gestione, ma con un proficuo rapporto di accompganmento che permette la migliore taylorizzazione del prodotto.

Anche questa soluzione ha però necessità che siano definiti più chiaramente standard e modalità per l'interoperabilità tra i sistemi, regionali e nazionali, al fine di salvaguardarne la circolarità. Perciò tutti si sono dichiarati favorevoli all'istituzione di un tavolo nazionale, gestito da AGID, l'Agenzia per l'Italia digitale, che si faccia carico dei temi in discussione e restituisca norme certe utili a una gestione sicura e condivisa del dato sanitario, risorsa indispensabile per prendere decisioni importanti per la vita di tutti i cittadini.

Valenzano, 4 novembre 2020

 

 


 

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