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SMART WORKING: IL MONITORAGGIO DEL GOVERNO

 

Il Dipartimento della funzione pubblica per rispondere alle sfide proposte dall'introduzione del Lavoro Agile, a seguito dei cambiamenti sociali, demografici e derivanti da situazioni emergenziali, ha reso disponibile pagina dedicata in cui è possibile trovare linee guida, atti di indirizzo, strumenti di monitoraggio e di supporto alle PA.

La pagina è raggiungibile all'indirizzo http://www.funzionepubblica.gov.it/node/11107 ed è possibile trovare: la normativa, il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), l'Osservatorio nazionale del Lavoro agile nella PA, il monitoraggio, le linee guida per i dipendenti della PA, le best practice e le FAQ.
 

Una delle principali innovazioni della disciplina normativa in materia di lavoro agile riguarda l'introduzione del "Piano organizzativo del lavoro agile" (POLA).

Ai sensi dell'art. 263 del decreto-legge n. 34 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 77 del 2020, le amministrazioni pubbliche, entro il 31 gennaio di ciascun anno (a partire dal 2021), redigono, sentite le organizzazioni sindacali, il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), quale sezione del Piano della performance.

Il POLA individua le modalità attuative del lavoro agile prevedendo, per le attività che possono essere svolte da remoto, che almeno il 60 per cento dei dipendenti possa avvalersene, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera.

Il POLA definisce le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti.

In caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica almeno al 30 per cento dei dipendenti, ove lo richiedano.

Nel frattempo ha preso il via il Monitoraggio del lavoro agile, al fine di analizzare le dimensioni quantitative e qualitative della sua attuazione da parte delle amministrazioni pubbliche nella fase emergenziale. Il monitoraggio ha carattere continuativo e periodicità quadrimestrale.

Allo scopo, il Dipartimento della funzione pubblica ha avviato una specifica iniziativa di monitoraggio rivolta a tutte le amministrazioni pubbliche di cui sono stati pubblicati i primi dati.

Si nota un picco di utilizzo pari al 64% a maggio mentre nel settembre scorso i dati parlano di un 46% ancora in modalità agile, quando sono entrate in vigore le norme del decreto Rilancio, secondo cui il lavoro agile non è più la modalità organizzativa ordinaria, come nella prima fase acuta dell'emergenza pandemica, ma va contemperato con il lavoro in presenza.

I dati elaborati, da FormezPA per conto della Funzione pubblica, sono rivenienti da 1.537 amministrazioni rispondenti con circa 300mila dipendenti per un periodo che va da gennaio al 15 settembre scorso. Per dare una rappresentazione più fedele del fenomeno, il monitoraggio non ha sostanzialmente riguardato settori in cui il lavoro agile è giocoforza marginale (sanità, forze dell'ordine, ecc.).

A gennaio i lavoratori pubblici in smart working erano appena l'1,7%. Successivamente, l'esplosione della pandemia ha portato ai picchi di maggio con percentuali oltre l'87% per le amministrazioni centrali. Il lavoro agile ha riguardato l'86% delle amministrazioni interpellate, dal 94% al 100% se parliamo degli enti sopra i 10 addetti. A maggio, le dipendenti donne attive da remoto hanno raggiunto il 66,3% contro il 60,3% degli uomini. A settembre il gap è diminuito: 47,6% contro 44,4%. In media, 48% contro 44%. A maggio il 57% del tempo di lavoro era mediamente in smart working, con punte di quasi l'80% nelle Pa centrali.

Un lavoratore su due in lavoro agile si è giovato di strumenti forniti dall'amministrazione; in particolare è stato rilevato un +7% sulla disponibilità di device da maggio a settembre. L'87% dei dirigenti adesso ha la firma digitale, mentre la digitalizzazione dei procedimenti è al 60%. Per il 70% delle amministrazioni, secondo il monitoraggio, c'è stato un salto nelle competenze digitali dei dipendenti. Per il 48% degli enti i dipendenti sono stati più responsabilizzati e orientati ai risultati. Il 54% delle amministrazioni ritiene invece che le spese siano diminuite, con punte oltre l'80% per il comparto università e ricerca e nella Pa centrale. Risparmi concentrati soprattutto nelle voci utenze e carta.

Infine, su 2.681 dipendenti interpellati, per il 91% l'esperienza del lavoro agile è pienamente o abbastanza soddisfacente e il 73% ritiene che ci siano stati incrementi della produttività del lavoro.

Vai all'Osservatorio del lavoro agile http://www.funzionepubblica.gov.it/lavoro-agile/%EF%81%B6-osservatorio-nazionale-del-lavoro-agile-nella-pa.

Vai alle linee guida http://www.funzionepubblica.gov.it/lavoro-agile-e-covid-19/linee-guida.

Alcune raccomandazioni utili per lavorare online in sicurezza sono disponibili nel Vademecum predisposto dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID). Indicazioni più generali e facilmente adattabili sono fornite da amministrazioni o società in house che hanno già fatto uso di tale modalità di lavoro e che possono validamente essere prese ad esempio.

Scarica la presentazione del monitoraggio

Valenzano, 21 dicembre 2020

 

 


 

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