“ROSA” ANCORA IN MINORANZA NEL MONDO ICT

 "Ho deciso, insieme ad altre donne, di scrivere e diffondere questa dichiarazione in occasione della Giornata internazionale delle donne 2012. Mi auguro che anche tu voglia sottoscriverla".

 

Così, Neelie Kroes, ‘donna' responsabile della politica digitale dell'Ue (è vicepresidente della Commissione europea) ha invitato tutte le donne a sottoscrivere la dichiarazione ‘Donne Digitali, sottolineando che "…il 2012 è l'anno in cui Internet si pone al centro della nostra vita, non soltanto dal punto di vista economico e sociale, ma anche da quello politico. Ma per poter sfruttare appieno le proprie potenzialità, la rete e il mondo digitale devono tener maggiormente in considerazione i talenti, gli interessi e il potere d'acquisto delle donne".

Il Commissario Ue alla Giustizia, (un'altra donna, sarà un caso?) Viviane Reding ha denunciato la scarsa presenza delle donne ai vertici delle principali società europee: è di appena un consigliere su sette. Sebbene il risultato sia lievemente migliore rispetto al 2010, di questo passo ci vorranno ancora 40 anni per raggiungere un equilibrio di genere accettabile.

I dati attualmente disponibili mostrano che l'equilibrio di genere ai vertici aziendali incide positivamente sulle prestazioni delle imprese, sulla competitività e sui profitti. In uno Studio di McKinsey si legge ad esempio che le società con rappresentanza paritaria realizzano profitti del 56% superiori rispetto a quelle a conduzione unicamente maschile. Un'analisi condotta da Ernst & Young sulle 290 principali società quotate in borsa mostra che le imprese con almeno una donna nei "posti di comando" realizzano utili decisamente più elevati rispetto a quelle in cui le donne sono del tutto assenti dai vertici aziendali.

Anche il Presidente Napolitano ha affermato che "bassi tassi di attività e di occupazione femminile rappresentano uno dei fattori di debolezza dell'economia italiana ai quali è necessario porre rimedio. Come dimostrano diverse ricerche, un incremento dell'occupazione femminile determinerebbe un importante aumento del PIL italiano".

Nel terzo millennio le donne si trovano ancora spesso a dover scegliere tra carriera e famiglia come dimostra la percentuale di donne lavoratrici (46.1%), inferiore rispetto a quella degli uomini (67.7%) (fonte Eurostat). Il tasso di occupazione femminile inoltre diminuisce in proporzione all'aumentare del numero di figli: in Italia solo il 48% delle donne con figli lavora e il 27% delle donne lascia il lavoro dopo il primo figlio (fonte ManagerItalia e Istat 2011).  E' pertanto necessario impegnarsi per aiutare le donne a bilanciare al meglio vita lavorativa e privata grazie alla uso della tecnologia, che consente di concepire il lavoro in maniera flessibile senza rinunciare alle proprie aspirazioni professionali e senza trascurare il proprio ruolo famigliare.(t.fid)

Per aderire all'iniziativa ‘Donne Digitali', si può inviare un'e-mail all'indirizzo: infso-it-girls@ec.europa.eu

Valenzano, 08 marzo 2012


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