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15° RAPPORTO CENSIS SULLA COMUNICAZIONE

 

 

 

Dalla disintermediazione digitale alla fine dello star system

È questa la conclusione alla quale giunge il direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii, presentando il 15° Rapporto sulla comunicazione oggi a Roma, la rilevazione dei consumi mediatici degli italiani effettuata dal Censis nel 2018.

Questi i dati salienti:                                                                 

  • La spesa per smartphone in dieci anni è triplicata modificando le  diete mediatiche degli italiani (+221,6%, per un valore di quasi 6,2 miliardi di euro nell'ultimo anno) e complessivamente nel 2017 la spesa per cellulari, servizi di telefonia e traffico dati ha raggiunto i 23,7 miliardi di euro.
  • La televisione: accelera la desincronizzazione dei palinsesti collettivi, l'utenza della mobile tv passa dall'1% al 26% in dieci anni
  • Il 78,4% degli italiani è su internet e tv e radio sul web fanno registrare nuovi considerevoli incrementi (web tv e smart tv possono contare su una utenza del 30,1%, +3,3% in un anno), mentre la continua crescita dei servizi video digitali è uno dei cambiamenti più rilevanti del 2018: in un anno gli italiani che guardano i programmi delle piattaforme di tv on demand sono aumentati dall'11,1% al 17,9%, con punte del 29,1% tra i giovani under 30.
  • Gli utenti dei social network crescono ancora, dal 67,3% al 72,5% della popolazione. Aumentano gli utenti di WhatsApp (67,5%, l'81,6% degli under 30) e più della metà della popolazione usa i due social network più popolari: Facebook (56%) e YouTube (51,8%).
  • Ancora in calo i lettori di quotidiani (dal dal 67% nel 2007 al 37,4% nel 2018) e il calo non è stato compensato dai giornali online. Anche i lettori di libri continuano a diminuire anno dopo anno, nel 2018 solo il 42% (-0,9%) ha letto almeno un libro nel corso dell'anno.
  • È forte la frattura generazionale nei consumi dei media digitali (90% degli under 30, 42,5% tra gli over 65). In particolare quasi il 47% under 30 guarda la web tv, contro appena il 9,5% dei secondi, oltre il 35% dei giovani ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, mentre lo fa solo il 4% dei longevi.
  • Sulla disintermediazione gli italiani sono divisi a metà. Positivo  l'uso dei social network in politica per il 47% degli italiani comprensivo di un 16,8% che ritiene la loro funzione preziosa  perché in questo modo i cittadini possono dire la loro rivolgendosi direttamente ai politici. Il 29,2% è convinto invece che siano dannosi perché favoriscono il populismo attraverso le semplificazioni, gli slogan e gli insulti rivolti agli avversari.
  • La radio ottiene il primato della credibilità tra i media (69,7%), la televisione è subito dietro (69,1%), tiene l'affidabilità della stampa (64,3%). Solo il 42,8% degli italiani ritiene  pienamente credibili i siti web d'informazione con una polarizzazione tra giovani e anziani (45,8% - 79,1%).

Uno degli effetti della disintermediazione digitale è la fine dello star system tradizionale. "Uno vale un divo: siamo tutti divi." La metà degli italiani (il 49,5%) è convinta che oggi chiunque possa diventare famoso (tra i giovani under 30 la percentuale sale al 56,1%).

Infine nascono "nuovi riti, tic e tabù della digital life" e Il 50,9% di chi ha uno smartphone controlla le notifiche del telefono appena sveglio o come ultima cosa prima di andare a dormire. Il 48,4% consulta le previsioni meteo nel corso della giornata. E il 25,8% non esce di casa senza il caricabatteria.

I principali problemi dell'era digitale percepiti dagli italiani sono centrati sull'impatto negativo che le tecnologie digitali possono eventualmente avere sul proprio vissuto quotidiano:  diffusione di comportamenti violenti, dal cyber-bullismo alle diffamazioni e intimidazioni online (42,5%), protezione della privacy (41,5%), manipolazione delle informazioni attraverso le fake news (40,4%) e in conclusione per l'80,3% degli italiani le autorità devono intervenire con una regolamentazione più efficace a difesa dell'utente.

Il 15° Rapporto sulla comunicazione del Censis, promosso da Facebook, Intesa Sanpaolo, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre è stato presentato oggi a Roma presso la Sala Capitolare del Senato da Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, e discusso da Gian Paolo Tagliavia, Chief Digital Officer della Rai, Gina Nieri, Consigliere di Amministrazione di Mediaset, Massimo Porfiri, Amministratore Delegato di Tv2000, Massimo Angelini, Direttore Pr Internal & External Communication di Wind Tre, Fabrizio Paschina, Responsabile Direzione Comunicazione e Immagine di Intesa Sanpaolo,

Scarica la presentazione di Massimiliano Valerii

Valenzano, 11 ottobre 2018

 

 


 

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