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UE: L'ITALIA DEVE INVESTIRE DI PIÙ NEL MEZZOGIORNO

 

 

La Commissione Europea ha pubblicato ieri l'indice di competitività regionale 2019 e un Eurobarometro sulla politica regionalestrumenti di cui le autorità degli Stati membri potranno avvalersi per valutare le posizioni dell'opinione pubblica, individuare i punti di forza delle regioni e indirizzare meglio gli investimenti dei futuri programmi della politica di coesione per il periodo di bilancio dell'UE 2021-2027

Nel frattempo sono in corso i negoziati con il Parlamento europeo e gli Stati membri sul prossimo bilancio dell'UE per il periodo 2021-2027 e sulle priorità dei futuri programmi della politica di coesione. Lo scopo dell'indice di competitività e dell'Eurobarometro è contribuire a questo processo di programmazione.

In questo contesto, si inquadrano le parole del direttore generale della Dg Regio Marc Lemaître che ha sferzato l'Italia, invitandola a investire di più nel Mezzogiorno. Lemaître, a margine della conferenza stampa al Comitato delle Regioni per l'apertura della settimana dedicata alla politica di coesione (Settimana europea delle regioni e delle città 2019), ha ribadito quanto aveva precedentemente affermato in una lettera inviata al governo italiano la scorsa settimana. Ha ricordato cioè che, quando si faranno i conti di chiusura del periodo 2014 - 2020, c'è il rischio concreto di una "correzione" del programma con il taglio delle risorse destinate all'Italia. Attualmente sono circa 44 miliardi di euro, compresi i fondi destinati all'agri­coltura e alle aree rurali.

"Spesso ci sentiamo dire che la politica di coesione non produce nulla di positivo per lo sviluppo del Mezzogiorno. - Ha affermato il commissario UE -  Ma voglio richiamare l'attenzione sulla consistente riduzione degli investimenti nazionali al Sud, fino al punto da neutralizzare e rendere vano lo sforzo europeo nelle politiche regionali nel Mezzogiorno. Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia rientrano nella categoria delle regioni meno sviluppate e come tali assorbono quasi tre quarti dei fondi strutturali europei destinati all'Italia, seconda beneficiaria dopo la Polonia. L'Eurobarometro segnala che l'Italia è uno dei Paesi in cui la percezione dei fondi europei è salita di più, ma sempre ultima resta."

Con il 51%, in­fatti, l'Italia è all'ultimo posto per per­centuale di abitanti secondo i quali i progetti finanziati con i fondi europei hanno avuto un impatto positivo sullo sviluppo dei territori (la media Ue è 81% ndr).

"Ho richiamato l'attenzione delle autorità italiane sul fatto che tra il 2014 e il 2016 l'Italia si era impegnata a realizzare investimenti nelle regioni del Sud per un importo pari allo 0.47% del Pil di quelle regioni, ma non è andata oltre lo 0,4%.Si tratta di quasi il 20% in meno. - Ha continuato Lemaître  - Non solo. La situazio­ne tende a peggiorare, se conside­riamo anche il 2017, la percentuale scende ulteriormente allo 0,38%."

In sostanza, la Commissione ha ricordato alle autorità italiane che a fine programma la Commissione poptrebbe  de­cidere di operare una correzione finanziaria sull'intero  importo. 

 

Approfondimento

L'indice di competitività regionale dell'UE 2019

Aggiornato ogni tre anni, l'indice di competitività regionale consente alle regioni di monitorare e valutare il rispettivo sviluppo nel tempo e in rapporto alle altre regioni. Grazie allo strumento web interattivo i responsabili politici e i cittadini possono verificare la posizione della loro regione quanto a innovazione, governance, trasporti, infrastrutture digitali, salute o capitale umano. L'indice, che aiuta le regioni a individuare i loro punti di forza e di debolezza e a orientare gli investimenti pubblici, può rivelarsi un valido strumento per la definizione dei nuovi programmi. 

L'Eurobarometro sulla consapevolezza e sulla percezione della politica regionale da parte dei cittadini

Il sondaggio Eurobarometro Flash sulla consapevolezza e sulla percezione della politica regionale da parte dei cittadini mostra che la grande maggioranza degli europei (81%) ritiene che i progetti finanziati dall'UE abbiano un impatto positivo sulla loro vita – maggioranza registrata tra chi ha effettivamente conoscenza di tali progetti (e qui il dato è solo del 40%). 

La Commissione, oltre a sottolineare la necessità che le autorità responsabili dei programmi e i beneficiari comunichino di più in merito ai progetti finanziati dall'UE, nella sua proposta relativa alla prossima politica di coesione ha stabilito nuovi obblighi in tal senso. Sono previsti un piano di comunicazione per tutti i programmi, attività sui social media e l'organizzazione di eventi incentrati sui progetti di rilievo.

Secondo il sondaggio Eurobarometro la maggior parte dei rispondenti ha affermato che l'UE dovrebbe investire di più nell'istruzione, nella sanità o nelle infrastrutture sociali (91%), nell'ambiente (90%) e dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle regioni con un elevato tasso di disoccupazione (69%), sulle aree urbane degradate (54%) e sulle zone remote e di montagna (52%).

Questi risultati sono in linea con le priorità politiche proposte dalla Commissione per la prossima politica di coesione e mettono in evidenza quali siano le priorità dei cittadini a livello nazionale. Le risposte suddivise per paese sono disponibili qui.

I dati della Puglia

Per ulteriori informazioni

Valenzano, 8 ottobre 2019

 

 


 

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