AI ACT: NUOVE REGOLE PER L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

AI Act: nuove regole per controlli, sicurezza e formazione

Dal 23 ottobre 2026 entra in vigore il Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre 2026, che adegua la normativa italiana al Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act), dando attuazione alla Legge n. 132/2025. Il provvedimento definisce un quadro nazionale più articolato per la vigilanza sui sistemi di intelligenza artificiale, introduce disposizioni sanzionatorie e rafforza le misure dedicate alla formazione e all'acquisizione di competenze digitali.

Tra gli interventi principali, il decreto definisce le competenze delle autorità nazionali responsabili dell'attuazione dell'AI Act. All'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) sono attribuite le funzioni di autorità nazionale di notifica, con compiti relativi alla valutazione, alla designazione e al monitoraggio degli organismi incaricati di verificare la conformità dei sistemi di IA.

L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) assume invece il ruolo di autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con le istituzioni europee, con competenze in materia di controllo, ispezione e cybersicurezza. Il sistema prevede inoltre il coordinamento con altre autorità competenti, tra cui il Garante per la protezione dei dati personali e le autorità di vigilanza operanti nei settori finanziario e assicurativo. L'obiettivo è assicurare un presidio coordinato sull'utilizzo delle tecnologie di IA e sulla conformità alle disposizioni europee.

Il provvedimento disciplina le conseguenze delle violazioni delle disposizioni applicabili. Per le infrazioni più gravi, relative alle pratiche di IA vietate, le sanzioni possono raggiungere i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo, secondo le condizioni previste dalla normativa. Per altre violazioni sono previste ulteriori sanzioni e misure correttive, in funzione della tipologia e della gravità dell'infrazione.

Accanto ai controlli, il decreto introduce spazi di sperimentazione gestiti congiuntamente da AgID e ACN, destinati a favorire lo sviluppo e la verifica di sistemi di intelligenza artificiale in un ambiente controllato. L'iniziativa punta a sostenere la ricerca e l'innovazione, facilitando lo sviluppo di soluzioni conformi al quadro normativo europeo, con opportunità anche per imprese e start-up.

Un altro ambito centrale riguarda la diffusione delle competenze necessarie a utilizzare l'intelligenza artificiale in modo consapevole e responsabile. Il decreto prevede interventi di alfabetizzazione e aggiornamento rivolti alle professioni, al sistema universitario e alla formazione continua, con attenzione agli aspetti tecnici, giuridici, etici e deontologici.

Particolare rilievo assume il settore sanitario: è prevista una quota dell'obbligo formativo individuale triennale dei professionisti sanitari dedicata all'intelligenza artificiale, con contenuti e modalità da definire attraverso i successivi provvedimenti attuativi. Sono inoltre previsti percorsi specifici di formazione manageriale in sanità, finalizzati a rafforzare la capacità di comprendere e governare l'impiego delle nuove tecnologie nei processi organizzativi e decisionali.

Il decreto interviene anche sul mondo del lavoro, rafforzando le garanzie relative all'impiego dell'IA nei processi decisionali che riguardano i lavoratori e richiamando la necessità di un controllo umano effettivo e di un'adeguata valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza.

Nel complesso, il provvedimento rappresenta un passaggio significativo nel consolidamento della governance nazionale dell'intelligenza artificiale. Il rafforzamento dei controlli, la definizione delle responsabilità e lo sviluppo delle competenze costituiscono elementi fondamentali per accompagnare la trasformazione digitale e favorire un utilizzo delle tecnologie innovativo, sicuro e rispettoso dei diritti delle persone.

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Valenzano, 16 ottobre 2026

 

 


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